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Il giovane Andrea Bacchetti affronta Bach da una prospettiva decisamente
personale, con sonorità molto raffinate (ottima anche la qualità della
registrazione, su un pianoforte Fazioli) e molto pianistiche, calde e
avvolgenti, sempre sostenute dal pedale. ... il fraseggio è animato da
delicate sfumature e da un minuzioso lavoro sul timbro.
Proprio nel timbro è da ravvisare una delle caratteristiche più
singolari di Bacchetti, perchè se le dinamiche sono contenute, secondo
una prospettiva filologica, il colore del suono resta scuro e il tocco è
lontano dall'incisività con la quale gran parte degli interpreti moderni
eseguono Bach, Andras Schiff su tutti. Quello di Bacchetti è un approccio
analitico che da un lato mette in risalto la struttura del contrappunto
bachiano dall'altro la cantabilità segreta e tutta interiore ... con
esiti di straordinaria poesia.
E' raro che un giovane approdi a una visione di Bach così originale e
insieme così coerente ... un Bach intellettuale ed ascetico, tutto
interiore, lontano da ogni compromesso con il mondo sensibile ...
impossibile non riconoscerne il fascino.
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Completamente dentro al mondo delle Suite bachiane, Andrea Bacchetti ne ha
eseguito l'integrale in una serie di concerti, ed ora esce un cd doppio
con le sei Suites Inglesi Bwv 806-811, una registrazione che - proprio in
relazione alle esibizioni dal vivo - si può considerare un punto fermo,
una soglia di maturazione ...
Andrea Bacchetti, com'è noto, ha nel proprio DNA artistico il linguaggio
contemporaneo (Berio spese parole di elogio per il pianista genovese,
eleggendolo a interprete di livello assoluto della propria musica). Un
linguaggio che guida come un cannocchiale rovesciato l'approccio di
Bacchetti a tutto quanto va a ritroso, musicalmente parlando. ...
interpretazione nitida e rigorosa, un Bach sospinto dal puro linguaggio
che si sagoma sull'idioma della danza con accensioni
"immaginifiche", accensioni di sogno, di alienata galanteria,
senza mai eccedere, senza nulla di gratuito.
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PIANOFORTE BACH, SUITES INGLESI, Andrea
Bacchetti
Decca / 4763127 / ****
CLASSIC Voice
giugno 2006 - (Gian Paolo Minardi)
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... una
personalità vivace, sospinta da una sottile inquietudine e da una
curiosità culturale che lo guida verso le frequentazioni più varie, sul
terreno solistico come su quello cameristico. ... Quello che rende
particolarmente accattivanti queste esecuzioni di Bacchetti è il senso di
naturalezza del discorrere che egli va liberando dalla scrittura; senza
forzature ne' trasgressioni, ovviamente, ma come sospinto da una vitalità
interna che non significa necessariamente bruciare il terreno e andare
veloce ... il discorso si muove, nel passaggio da una danza all'altra, con
un passo gradevolmente avvolgente; con un gusto, una misura, una fragranza
che nel mostrare una giusta emancipazione da quell'ipoteca
clavicembalistica che suona un po' forzata in tante esecuzioni, sottrae
queste pagine straordinarie a quel senso di stilizzazione aggraziata che
spesso diventa maniera.
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RECENSIONI English Suites BWV 806-811
ELLE classica,
giugno 2006 - (Elsa Airoldi)
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... il
pianoforte Fazioli mitiga con il colore ambrato della sua voce le
sonorità aguzze e l'oggettività illuministica dell'interprete Andrea
Bacchetti, spesso anche abbandonato a momenti di intensa emotività
timbrica e psicologica.
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CARTELLONE Da bimbo prodigio a grande interprete
- Bach in due giorni per Bacchetti
Nuovo cd registrato a tempo di
record dal giovane pianista genovese
il Giornale,
1 giugno 2006 - (FeR)
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... l'ex
ragazzo prodigio, appassionato di musica e di calcio, ha saputo crescere
in età come di capacità e maturità espressiva, e si rinnova concerto
dopo concerto, disco dopo disco. Fino ad approdare a Bach,
concentratissimo, ispirato, rispettoso della tradizione e, insieme, privo
di condizionamenti, risoluto e determinato a "interpretare"
senza "violentare" ...
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MUSICA
Recensioni
Bach, Suite inglesi (BWV 806-811)
- Andrea Bacchetti pf
Decca / 2 cd / 4763127 / Recensito su Suono n. 393 del 6/2006
- Voto artistico: 9
Voto tecnico: 9
suono.it,
15 giugno 2006 - (Pietro Acquafredda)
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... con
questo disco Andrea Bacchetti intende presentarsi come interprete a tutto
tondo, cominciando dalla letteratura bachiana 'per tastiera', repertorio
pericoloso per chiunque, dopo che ci ha messo le mani Glenn Gould. E lo fa
con uno strumento che è vanto della grande tradizione costruttrice
italiana: un pianoforte Fazioli (F 278) ... Non lascia dubbio alcuno il
fatto che Bacchetti riscalda la chiarezza d'articolazione con quella
"humanitas" senza la quale tutta la musica del sommo Bach
sarebbe freddo esercizio compositivo.
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RECENSIONI La "Decca" per giovani
pianisti: Bach con Bahrami e Bacchetti
MUSICA E
SCUOLA, Anno XX, n.11 - 15 giugno 2006 - (Dino Gatti)
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la "Decca" lancia sul mercato discografico altri due giovani
emergenti interpreti della tastiera, impegnati in due opere
complete di Bach, le sei Partite BWV 825-831 e le sei Suites
Inglesi BWV 806-811. Si tratta di Ramin Bahrami e di Andrea
Bacchetti, il primo nato a Teheran ed il secondo a Genova ... Le due
opere fondamentali di Bach trovano esecuzioni di alto livello per giusto
equilibrio sonoro, mirabile tocco, senso dello stile e accurata scelta
interpretativa degli abbellimenti, rendendo queste incisioni importanti
documenti di riferimento ...
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CD e DVD Un Bach di straordinaria maturità di pensiero
CADENZE
periodico di informazione musicale, n.7 giugno-agosto 2006 - (Cesare
Venturi)
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Nell'eterno dilemma se sfruttare o meno le maggiori possibilità
espressive e coloristiche del pianoforte rispetto al cembalo, Andrea
Bacchetti trova un punto di equilibrio, tra filologia e libertà
"moderna". Se dunque le dinamiche sono trattenute con
uniformità e senza eccessivi sbalzi a favore di una linearità che
risalta la chiarezza del contrappunto, il pianista sente un'intima
necessità di esaltare i profili tematici anche con cambi di velocità e
varietà di tocco che liberano la fantasia dell'interprete ...
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SPETTACOLI Bacchetti, un cd dedicato a Bach
Esce per la Decca un'edizione
integrale delle impegnative Suites Inglesi
LIBERTA',
Milano, 2 luglio 2006 - (Alfredo Tenni)
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Poche
settimane fa, in un concerto al Conservatorio di Milano, il pubblico ha
potuto assistere ad un'esecuzione pianistica straordinariamente
interessante - matura, intelligente, persino innovativa - delle
Variazioni Goldberg, il più celebrato ma anche il più arduo e
minaccioso fra tutti i capolavori di Johann Sebastian Bach che un
concertista di pianoforte può affrontare. ... Bacchetti offre un saggio
eloquente del suo "stile bachiano" anche in uno stupendo,
esemplare doppio cd pubblicato dalla Decca. ... Le Suites del giovane
Bacchetti brillano di luce propria. Nessuna leziosità
"fintocembalistica", nessuna corsa a perdifiato sulla
tastiera: la tecnica perfetta ed il tocco chiaro e limpido sono al
servizio di uno stile sobrio, privo di esibizionismi, proteso verso quel
tipo di emozione intellettuale così congeniale a Bach. ...
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GENTLEMEN BACK IN BACH
ANDREA BACCHETTI INTERPRETA IL GRANDE
MAESTRO AL PIANOFORTE
MF Milano Finanza, 20
ottobre 2006 - (Andrea Milanesi)
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Dopo
Glenn Gould, per ritornare a suonare Bach al pianoforte ci vuole
coraggio; o qualcosa di nuovo da dire. Bacchetti affronta le Suites Inglesi con un obiettivo: ridare alle
pagine bachiane l'antico fremito di danza da cui hanno origine ... un
ballo senza tempo, mai avido di spazi o acrobazie, ma trattenuto da
Bacchetti sulla punta delle dita: con grazia e autorevolezza.
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MUSICA CLASSICA
Recensioni
J. S. Bach Suite inglesi BWV 806-811
A. Bacchetti
Decca (2 cd) - Qualità artistica: 8
Qualità sonora: 9
AUDIO REVIEW n.11 Novembre 2006 - (Stefano Catucci)
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Bacchetti combina l'estro con il rigore, la fantasia con la precisione
analitica, lo spirito di finezza con lo spirito di geometria ... Non per
immodestia ma perchè il suo sguardo non si concentra se non sullo
spartito che ha davanti agli occhi, Bacchetti non guarda a modelli
precedenti e riesce a trovare una chiave di lettura originale e
convincente: uno staccato che chiarisce l'articolarsi dei diversi piani
sonori del contrappunto, ma che non rinuncia a legature dettate più
dalla logica del discorso che da un intento espressivo; abbellimenti
estrosi ma misurati, spesso eseguiti in modo differente a seconda delle
Suites e dei singoli movimenti; un uso equilibratissimo dei rubati,
ovvero lievi esitazioni o accelerazioni lontanissimi dalla tecnica
romantica; una scelta di velocità coerente e personale, che ha come
unico riferimento la resa unitaria dell'intera Suite senza cedere mai al
gusto del virtuosismo fine a se stesso; la leggerezza del tocco ...
Un'esecuzione molto riuscita, un'incisione di qualità, ariosa e
brillante.
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MUSICA
Recensioni
Bach, Suites inglesi - Andrea Bacchetti
Decca 4763127 (2CD) - BUONO/OTTIMO
Fedeltà del
suono - anno XVI n. 133 Dicembre 2006 - (Luigi
Bellingardi)
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Una realizzazione musicale molto attenta e scrupolosa ... Con rigorosa
acribia il pianista individua e valorizza i caratteri di ciascun
movimento di ogni Suite ... ed anche sotto il profilo della varietà
timbrica la trasparenza del tocco di Bacchetti, accanto alla duttilità
mobilissima del suo manualismo da tastiera, coglie nel segno. Il rischio
dell'uniformità fonica durante l'ascolto dell'integrale bachiana,
qualche volta riscontrato con le esecuzioni di Leonhardt (Sony) e
Rousset (Note), a nostro avviso qui non si è verificato...
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SEARCH REVIEWS
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J. S. Bach, English Suites -
Andrea Bacchetti, piano
Decca - 4763127 (CD) - Artistic Quality 9
/
9 Sound Quality
ClassicsToday.com,
december 2006 - (Jed
Distler)
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The
young Italian pianist Andrea Bacchetti has garnered serious attention
and high praise in the European press for his prowess with new music (he
recorded Berio's complete piano works) as well as for his Bach
interpretations.
His warm sonority, singing line, and expressive
intensity proudly hold their own in such world-class company.
His
eloquent melodic shaping of the Bourées (Suite One and Two) and the
Fourth Suite's Menuets illustrate my point, and so does this pianist's
uncommonly introspective approach to the Sixt Suite Prelude's
interpretation. Repeats offer ample opportunity for Bacchetti to make
subtle adjustments in voicing or to add imaginative yet never
overwrought ornaments. Decca's sonics cpnvey formidable impact and
bottom-up detail, giving the impression that the Fazioli grand's bass
notes are bowed rather than hammered. Recommended.
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