antica

 
Variazioni Bacchetti
 

Johann Sebastian Bach

Variazioni Goldberg BWV 988

Pf Bacchetti

ARTHAUS MUSIK 101447 (1CD + 1 VD)  
 

 
 

dove il ritornello serve per alterare i pesi interni e far comprendere via via tutte le parti. Bacchetti è sempre attento a usare bene i ritornelli, quasi fossero due punti di vista differenti per osservare lo stesso oggetto, a tutto beneficio dell'ascoltatore: così nella V il basso prima è staccato, poi viene ripetuto legato; nella XXI emerge la prima volta il canone alla settima, la seconda un meraviglioso basso cromatico. Molte volte il ritornello viene contrassegnato dall'uso delle fioriture, che si annunciano fitte fin dall'enunciazione dell'Aria; e qui c'è qualche volta qualche eccesso, per esempio nella VII ('Giga') o nella XIII, dove la linearità commossa e scultorea, da sarabanda, viene un po' troppo speziata dagli abbellimenti: Bacchetti li sa improvvisare con estrema bravura, e ogni tanto credo che ceda alla tentazione di approfittarne un po', forse affascinato dal modello clavicembalistico: ma con la sonorità del pianoforte non sempre è necessario abbondare; a meno che si tratti di brani come la XVI variazione ('Ouverture'), che ha una delicata alternanza di pesi sonori diversi, di vuoti e di pieni che possono dar un'impressione di nudità; e lì proprio l'inserimento attento degli abbellimenti risolve il problema, dando alle linee la delle trentadue variazioni; speriamo che Bacchetti tenga saldamente le Goldberg nel suo repertorio e continui a lavorare in questa doppia direzione di freschezza inventiva e resa scultorea.

 

Elisabetta Fava

 
Tempi buoni per le Variazioni Goldberg, di cui il mercato discografico ha proposto di recente varie edizioni, da quella clavicembalistica di Ottavio Dantone a quella trascritta per trio d'archi da Bruno Giuranna. Il cimento ha conquistato molti giovani pianisti, dal Ramin Bahrami di pochi anni orsono al nostro Andrea Bacchetti che pubblica proprio ora una doppia incisione, audio (realizzata al Teatro Chiabrera di Savona nel gennaio 2007) e video (realizzata a Villa Trissino Marzotto nel 2006). Personalmente amo molto l'esecuzione pianistica delle Goldberg, inclusa quella splendida e non abbastanza nota di Maria Tipo; Bacchetti ha un personale Gotha bachiano di tutto rispetto, cui appartengono Gould, Schiff, Perahia, Rosalyn Tureck; da quest'umile confronto con personalità così importanti ha ricavato a sua volta una visione solida, equilibrata, persino emozionante. Ottima innanzitutto la scelta timbrica, che fa leva su bassi corposi e acuti squillanti, complice un magnifico pianoforte Fazioli, ma anche un uso accorto e mirato del pedale. Poi non si può fare a meno di restare conquistati dall'entusiasmo, sempre unito però a un estremo controllo e nitore di lettura, con cui Bacchetti affronta lo spartito: basta sentire la varietà di tocco e di piani sonori in variazioni come la IV,la XIV con quei mordenti luminosi, la XIX