L'INCANTEVOLE
MONDO DI GALUPPI

 

dell'evoluzione sintattica e gram-maticale della letteratura specifi-ca. In alcune pagine la vicinanza bachiana e scarlattina è vistosa ma non vincolante, in altre gli echi delle invenzioni e stravagan-ze veneziane danno il sapore pic-cante, in altre ancora il florilegio melismatico - così come lo risve-glia, in gamma ipnotica di arabe-scature, contracanti e sottigliezze di tocco pianistico, Bacchetti - eco dei vivaci trascorsi teatrali dell'autore, si distendono in arca-te cantabili e marezzature armo-niche di stoffa classica. Caparre di (pre)romanticismo, più che autentiche prese di coscienza, che giustamente Bacchetti addita senza soffermarsi troppo.
Temendo quasi di aggravare di dottrina una scrittura che respira sull'istinto e sulla chiarità, e che anche quando bagna il senti-mento di tinte larmoyante - nei movimenti iniziali delle Sonate (in due tempi): tutti incantevoli, soprattutto quelli in minore - si esprime con un distacco, quasi un'ironia che la nuova stesura editoriale realizzata con Mario Marcarini sulla scorta dei mano-scritti e l'indole riflessiva ma eccentrica dell'interprete effon-dono con amabilità catturante.

 
 

Galuppi: Sonate per tastiera
 

Andrea Bacchetti, pianoforte
 

Rca 2008
 

reg.: 2007  durata: 68'
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Era quasi fatale che il pianismo elfico e pungente di Bacchetti - dopo Bach e in attesa di dire la sua nell'universo degli amatissimi tastieristi francesi - intercettasse il mondo sonatistico galuppiano, riprendendo una tradizione piani-stica esecutiva oramai desueta.
Musicista singolarmente longevo, attivo per circa sessant'anni fino al 1785, Galuppi affidò alle tastiere la testimonianza  più ricca

   
 
 
 

SUONARE NEWS - MARZO 2009