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na nuova, gradevolissima sorpresa esce dall'infaticabile fervore di Andrea Bacchetti, il quale dopo la rara propo-sta dell'opera prima di Cherubini ci offre ora una ben selezionata antolo-gia di Sonate di Galuppi.
Se per Cherubini si trattava degli avvii un po' acerbi di un grande musicista che avrebbe rivelato la sua genialità nella produzione teatrale, in questo caso il percorso di porta in media res, nel cuore della vastissima produzione del "Buranello" consentendoci di conoscere come la fantasia creativa del musicista fosse andata realiz-zandosi anche attraverso la tastiera.
Un versante oltremodo ricco rimasto praticamente  avvolto  nell'ombra dalla

 

quale erano affiorati solo rari fram-menti, i due più celebri quelli sugellati dalla magia sonora di Benedetti Michelangeli.
Ora Bacchetti ci fa da guida in questo più che interessante viaggio, artico-lato lungo i molti decenni di operosità del musicista veneziano e quindi riflet-tente la sensibile evoluzione stilistica rispondente al sottile, ma non per questo meno incidente, mutar del gu-sto di quella stagione e lo fa con la qualità comunicativa di quel suo piani-smo tanto nitido quanto screziato di sollecitazioni inventive che si è già avuto modo di apprezzare nelle varie testimonianze bachiane.