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Tra le ultime leve dei nostri pianisti, ogni anno via via più infoltite dalla sequenza stringente dei Concorsi, la figura di Andrea Bacchetti é andata assumendo un proprio rilievo, in termini di originalità rispetto a certi modelli efficientistici ai quali il giovane pianista genovese sembra voler contrapporre percorsi più inventivi. Significativo che abbia pensato a tratteggiare tali suoi intendimenti in una specie di autoritratto composto di tre cd l’ultimo dei quali vede accostate due Sonate di Mozart ai 6 Encores di Luciano Berio; quasi a voler mostrare come l’abisso stilistico che separa i due compositori diventi ragione di stimolo per l’interprete. Il quale, se da un lato scioglie un Mozart disinvolto, eloquente, mai inamidato in ogni modo, dall’altro penetra nei reticoli di Berio con una |
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determinazione che è pari alla curiosità di cercare quali ragioni si celino dietro il più scoperto diagramma del gioco. E in effetti il risultato è quello di dare ad ognuna di queste brevi pagine un carattere, cogliendo addirittura quella specie di calor bianco che la stessa apparente occasionalità sembrerebbe neppure lasciar sospettare. |
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