In ricordo del Maestro
 

L'incontro con Luciano Berio ha influenzato in maniera straordinaria la mia vita musicale, ed è con sincera emozione che ricordo alcuni dei momenti più intensi vissuti insieme a Lui.
 

Lo incontrai per la prima volta a 12 anni, in occasione dei mio concerto nella Grosses Saal del Mozarteum di Salisburgo nel 1989. Il Maestro mi invitò poi a Radicondoli. In tale occasione fu molto affettuoso, dedicandomi molto tempo: conversammo a lungo e mi ascoltò con interesse. Di fronte a me si spalancò un universo ancora sconosciuto, che mi lasciò nello stesso tempo disorientato ma acceso da una vivissima curiosità e profondamente affascinato. Il Maestro mi fece dono dell'album di famiglia, con la Petite Suite, brano che eseguii nel 1993 ancora a Salisburgo nell'ambito di un programma tradizionale. Berio - presente in sala - fu ancora prodigo di consigli ed incoraggiamenti.
 

Sempre alla Sua presenza, nel 1996 a Firenze, per gli Amici della Musica, suonai per la prima volta gli Encores, ma nell'occasione il compositore trovò l'esecuzione troppo romantica, non sufficientemente aggressiva ed effettistica. Nei giorni successivi fui invitato nel Suo studio fiorentino; sotto la Sua guida continuai ad esplorare il nuovo mondo dello sperimentalismo avanguardistico, interessantissimo da capire, da studiare, da approfondire, da vivere. Uno stile esecutivo privo di fraseggio, nessuna libertà, distacco, emozioni cercate e trovate nella immobilità, ossia freddezza ed impassibilità di fronte alla linea musicale, che diventa "moderna" in quanto priva di espressione. Un tocco ironico ed aggressivo, tentativo di trasformare il pianoforte in una tastiera elettronica, in un sintetizzatore.
 

Proseguii nello studio paziente, felice per aver ricevuto le chiavi di un nuovo modo di intendere la musica ed il pianoforte, per me fino ad allora oscuro; approfondii la musica di Boulez, incisa da Pollini, e nel 1997 iniziai a cimentarmi nello studio della Sequenza, che poi eseguii per la prima volta nel 1999 a Macerata, al Festival di Musica Contemporanea. Un'esperienza affascinante, un'esecuzione che piacque al Maestro che non mancò di dedicarmi nuovamente tempo, con suggerimenti ulteriori.
 

Al Festival Pianistico di Brescia e Bergamo, nel maggio 2000, in una serata in onore del Maestro, eseguii le Sue composizioni per pianoforte composte entro quella data, ed accompagnai il soprano Luisa Castellani nelle Quattro Canzoni Popolari; Pascal Gallois interpretò la Sequenza per fagotto. Il Maestro si disse soddisfatto.
 

I rapporti con Berio, in questi anni, si erano intensificati; gli raccontavo le sensazioni e le emozioni provate eseguendo la Sua musica ai concerti, e Lui continuava, con la consueta grande generosità, a guidarmi nell'interiorizzazione delle sfumature e nell'affinamento dei dettagli interpretativi. Stimoli preziosi ed ineguagliato sostegno alla mia maturazione artistica, le Sue parole alimentavano a dismisura il mio amore per la musica e la consapevolezza della "missione" che essa rappresentava nella mia vita.
 

Nel frattempo prendeva corpo il mio sogno di un'incisione discografica dedicata a Berio, e grazie alla fiducia ed alla sensibilità del Maestro Franco Scala, mio insegnante all'Accademia Pianistica Internazionale di Imola, e alla professionalità ed esperienza dell'ing. Giulio Cesare Ricci, che ha curato la registrazione, iniziammo il cammino. Anche in questa circostanza non mi mancarono i consigli dei Maestro, che alla conclusione espresse il Suo apprezzamento per il risultato raggiunto.

Nel 2001 si tenne un concerto in Suo onore nel Museo della Scala a Milano organizzato dalle Serate Musicali. Il programma era completamente dedicato alle Sue composizioni per pianoforte qui presentate. Ebbi l'onore di esserne l'interprete. Il concerto fu introdotto da una meravigliosa conversazione tra Berio, Franco Pulcini ed Hans Fazzari. Il tono colloquiale e l'ambiente raccolto resero la serata coinvolgente ed illuminante, colma del pathos artistico, umano e musicale che sprigionava dalla Sua personalità e dalla dimensione universale della "Sua Musica".
 

Il 16 gennaio 2003 Berio mi volle ospite insieme con Carmelo di Gennaro e Filippo del Corno nella trasmissione "Il Caffé" di Rai International per una intervista condotta da Giorgia Caruso. In un magnifico contesto in cui il Maestro e gli ospiti illustravano il Suo pensiero, la vita e le opere, suonai - purtroppo per l'ultima volta alla presenza del Maestro - quattro dei Six Encores. Ancora una volta: espressioni lusinghiere, emozioni fortissime ed indimenticabili. Un testamento umano ed artistico che accompagnerà per sempre il mio cammino di uomo e di musicista.

Grazie Maestro!

Andrea Bacchetti

     
 

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