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Felix
Mendelssohn (1809-1847) è stato non solo uno dei massimi compositori
della sua epoca ma anche uno dei più noti direttori, organizzatori
musicali e pianisti. Non a caso nella sua opera trovano posto molti
lavori per pianoforte e per pianoforte e orchestra, spesso composti in
occasione di propri concerti e completati di getto in pochi
giorni.
Nonostante
il fine ultimo di presentare nella maniera più di effetto le proprie
qualità di virtuoso al pubblico dei suoi concerti, Mendelssohn mantiene
comunque una qualità molto elevata nelle composizioni per pianoforte ed
in particolare in quelle per pianoforte e orchestra, offrendo degli
esempi musicali innovativi che superano gli eleganti ma anche leziosi
esempi dell'epoca Biedermeier.
Il
primo dei due concerti per pianoforte e orchestra che Mendelssohn portò
a compimento, fu concepito nelle sue linee base a Roma tra il 1830 e il
1831, durante il viaggio del compositore in Italia. L’occasione per
eseguirlo e presentarlo al pubblico fu però in un concerto a Monaco di
Baviera il 17 ottobre 1831, quando ottenne uno straordinario successo
con "il re (Luigi I di Baviera) a guidare l'applauso" come ci
riferisce in una lettera inviata a casa.
Sin
dall'inizio il concerto ci appare come un superamento dei modelli che lo
avevano preceduto, da Mozart a Beethoven. L'introduzione è limitata a
otto tumultuose battute di orchestra cui fa seguito un primo intervento
del pianoforte, di grande teatralità, che porta allo sviluppo, operato
con brillante dialogo tra solista e orchestra, interrotto solo per
qualche momento da un secondo tema, molto lirico. I tre movimenti del
concerto si susseguono senza soluzione di continuità, con una fanfara
orchestrale che funge da elemento di congiunzione.
Il
secondo movimento è un Andante strutturato in forma di un espressivo
"Lied ohne Worte" (Romanza senza parole): una serenata che
rievoca le atmosfere del Notturno dalle musiche di scena per il
"Sogno di una notte di mezza estate".
Nel
Rondò finale torna imperioso il carattere virtuosistico
dell'introduzione, con brillanti passi tecnici che portano ad una
conclusione di grande effetto. Il virtuosismo è carattere dominante
anche per gli altri tre brani di questo CD, secondo le caratteristiche
proprie delle brevi composizioni concertanti della prima parte
dell'ottocento.
Due
di queste, le op. 22 e op. 29, portano non a caso nel nome la dizione
"brillante".
Il
Capriccio brillante op. 22 fu composto durante il soggiorno di
Mendelssohn a Londra nel 1832 ed al di là di una chiara influenza di
Weber e dei suo Konzertstück per pianoforte e orchestra il brano si
caratterizza per la forma piuttosto libera ed il carattere estroverso
che ne giustifica ampiamente il nome di "Capriccio". Da un
punto di vista strutturale risulta diviso in una breve e più sobria
introduzione in Andante, cui fa seguito un Allegro con fuoco concepito
in forma-sonata.
A
differenza degli altri pezzi di questa raccolta, il Rondò brillante op.
29 fu composto da Mendelssohn non per un proprio concerto ma per il
pianista Ignaz Moscheles. Completato nel gennaio 1834 a Düsseldorf dove
Mendelssohn ricoprì l'incarico di direttore musicale tra il 1833 e il
1835, il brano si sviluppa nella tipica forma di alternanza tra
ritornello del tema e interventi pianistici di diverso carattere fino
alla virtuosistica coda.
La
Serenata e Allegro giojoso fu composta in breve tempo nel 1838 per un
concerto che Mendelssohn tenne al Gewandhaus di Lipsia. Il lavoro si
presenta suddiviso in due distinti movimenti che si susseguono fra loro
senza soluzione di continuità. Il primo funge da ampia introduzione ed
è costituito da una melodiosa Serenata che si sviluppa liberamente in
un progressivo crescendo del principale motivo musicale fino all'attacco
dell'Allegro giojoso. Quest'ultimo ha un carattere febbrile, con
funambolici passaggi del pianoforte che portano in un dialogo unitario
ed omogeneo con l'orchestra alla trionfale conclusione.
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