| AMADEUS, ottobre 2008 | |||||||||||
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| Baldassarre Galuppi, non solo teatro | |||||||||||
| 8 SONATE PER TASTIERA DEL "BURANELLO" | |||||||||||
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Che fosse stato un grande compositore lo affermò la sua epoca e nessuno smise di affermarlo nemmeno nei tempi in cui la musica veneta del Settecento era considerata come un gioco di trine e merletti, che poneva Vivaldi, i Marcello, Lotti, Legrenzi, Galuppi, Caldara e Albinoni in un pentolone dove concerti e sinfonie, melodramma serio e buffo, musica da camera, spirituale e sacra formavano un unico guazzabuglio. La ben nota collaborazione di Galuppi con Carlo Goldoni permise alla fama del Buranello di persistere, ed all’uomo d’arte di essere guardato con rispetto, non fosse altro per il merito di aver prodotto, in coppia con l’illustre letterato, decine di opere buffe per i teatri di Venezia e del mondo. Ed il vastissimo numero di sonate per tastiera? Scomparse. Generalmente di notevole livello compositivo, quasi del tutto inedite, raccontano benissimo Galuppi, musicista co- |
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smopolita aperto ad ogni declinazione della sua arte ed attento alla cultura europea vissuta da protagonista, onorato dai sovrani di mezzo mondo ed amato dal suo pubblico. Ben poco ossequiato invece dall’editoria, tanto che il voluminoso lascito di composizioni per tastiera è ancor oggi disperso in forma manoscritta in centinaia di biblioteche, il che forse spiega l’oblio. Lentamente dopo la prima guerra mondiale, grazie ad Egida Sartori, Arturo Benedetti Michelangeli e Lya de Barberis qualche sonata di Galuppi entrò timidamente nel repertorio concertistico. Per poco tempo purtroppo, ma utile per far comprendere quanto di originale l’opera del Buranello potesse contenere, e per sfatare quanto meno il pregiudizio che il Buranello fosse relegato al sempre osteggiato ed incompreso stile “galante”. Le sonate di Galuppi, invece, attraversano un arco temporale vastissimo, una cinquantina d’anni che passano dallo stile severo del primo trentennio del Settecento alle soglie della tempesta romantica, con un linguaggio che dall’adesione al contrappunto osservato giunge a composizioni in cui il puro divertissement da salotto cede il passo, talora inaspettatamente, a toni cupi ed introversi, degni di incarnare le temperie e le suggestioni preromantiche a cui il compositore certamente non fu estraneo, avendo avuto modo di sollecitare la propria sensibilità nel corso dei lunghi viaggi a Vienna, Berlino, Milano, Londra, Mosca e San Pietroburgo. L’ascolto delle pagine per tastiera di Galuppi riserva moltissime sorprese: la più eclatante riguarda la capacità di produrre melodie d’una dolcezza inaudita ma |
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velate da un senso di melanconia capace di trasformarsi inaspettatamente in turbamento dell’animo. I movimenti lenti, posti quasi immancabilmente in apertura di sonata si apprezzano per la cantabilità e non di rado capita all’ascolto di rammentare similitudini con arie d’opera. Nei tempi rapidi domina un virtuosismo espressivo e mai smaccatamente esteriore, sostenuto da una maestria tecnica raffinata. La scelta delle composizioni di questa antologia permette di ascoltare pagine di un certo sapore arcaico, in cui l’esperienza scarlattina e bachiana appare evidente, e di giungere fino a partiture che già lasciano intravedere il nascente fermento romantico. |
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ANDREA BACCHETTI, PIANOFORTE |
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