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22 ottobre
Luigi Cherubini
Sonate per pianoforte (Sacd Sony/BMG 88697057742)
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Se la produzione teatrale e sacra del compositore fiorentino Luigi Cherubini è da tempo oggetto di riscoperta nelle maggiori sale da concerto del mondo, pochissima luce si è ancora fatta sulle sue opere strumentali, non numerosissime eppure di forte interesse musicale. I Quartetti per archi, ad esempio sono opere magnifiche, meritevoli di attenzione ben maggiore di quella attualmente riscossa, cosí come la Sinfonia in Re maggiore, dove Cherubini dispiega tutto il proprio virtuosismo contrappuntistico e la capacità di padroneggiare le forme tradizionali della propria epoca senza tuttavia riprodurle pedissequamente ma scatenando al loro interno momenti di tensione armonica inaspettata, spesso attraverso modulazioni inconsuete. Le stesse caratteristiche ritroviamo in queste Sonate per pianoforte, opere giovanili ma già di elegantissima scrittura, dove i modelli del classicismo di Johann Christian Bach e dello stile galante vengono adottati con sicurezza. Le Sonate non presentano alcun tipo di difficoltà tecnica trascendentale, forse per questo sono state trascurate da quei pianisti inclini a utilizzare la musica per far bella mostra di sé; questi lavori richiedono invece un musicista dotato di particolare sensibilità dinamica, che sappia differenziare le gradazioni di tocco in modo da far emergere con chiarezza gli elementi melodici e strutturali che abitano queste partiture, sottolineandone allo stesso tempo le zone d'ombra, esplorandone gli angoli piú nascosti. Andrea Bacchetti è esattamente questo tipo di interprete; il suo approccio non rinuncia a nessuno dei canoni di bellezza del pianismo classico, ma li rivede sempre alla luce delle partiture contemporanee di cui è interprete ormai celebrato (basti pensare alla sua collaborazione con Luciano Berio). |
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Bacchetti osserva il passato con lo sguardo ben rivolto al presente, trovando soluzioni timbriche asciutte e prive di inutili romanticherie. Attraverso l'ascolto delle Sonate si delinea un percorso allo stesso tempo rigoroso e ricco di musicalità spontanea dove la riflessione filologica sul testo (Bacchetti ha curato assieme a Mario Marcarini una nuova edizione dell’opera basandosi sulle fonti originali) non cede mai il passo a un'arida esplorazione teorica ma è punto di partenza per la realizzazione di un'interpretazione molto espressiva e coinvolgente.
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