LUCIANO BERIO  (1925-2003)  "A portrait"

 

CD 1 - TRASCRIZIONI ORCHESTRALI (Orchestral transcriptions)
Riccardo Chailly [direttore] - Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

(registrazione / recording:  2004)

 

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Hornpipe as Hommage to Uncle Alfred di Henry Purcell   [1:02]  

Arte della fuga (Contrapunctus XIX) di J.S.Bach   [8:34]

4 versioni sovrapposte della Ritirata notturna di Madrid di L.Boccherini   [6:28]

Variazione sull'aria di Papageno 'Ein Mädchen oder W.' di W.A.Mozart   [2:34]

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Rendering for orchestra di F.Schubert  Allegro - Andante - Allegro  [32:46]

Sonata per clarinetto in fa min. op.120 n.1 di J.Brahms 
Allegro appassionato - Andante un poco adagio - Allegretto grazioso - Vivace
   [22:45]  -  Fausto Ghiazza [clarinetto]

 

CD 2 - MUSICHE PER PIANOFORTE (Piano Works)
Andrea Bacchetti [pianoforte]  -  (registrazione / recording:  2003)

 

Petite suite pour piano  Prélude - Petit air I - Gavotte - Musette - Petit air II - Gigue    [9:22]

Cinque Variazioni   [6:45]

Sequenza IV per piano   [11:11]

Rounds   [4:09]

Six Encores per piano  Brin - Leaf - Wasserklavier - Erdenklavier - Luftklavier - Feuerklavier    [12:09]

 

CD 3 - MUSICHE PER VIOLINO (Violin Works)
Francesco D'Orazio [violino] - (registrazione / recording:  2005)

 

Sequenza VIII per violino   [12:35]

Due Pezzi per violino e pianoforte   1.Calmo  -  2.Quasi allegro.Alla marcia    [6:14]  -  Giampaolo Nuti [pianoforte]

34 Duetti per 2 violini   [39:09]  -  Alessandro Tampieri [2° violino]

1 Béla, 2 Shlomit, 3 Yossi, 4 Rodion, 5 Maja, 6 Bruno, 7 Camilla, 8 Peppino, 9 Marcello, 10 Giorgio Federico, 11 Valerio,

12 Daniela, 13 Jeanne, 14 Pierre, 15 Tatjana, 16 Rivi, 17 Leonardo, 18 Piero, 19 Annie, 20 Edoardo, 21 Fiamma, 22 Vinko,

23 Franco, 24 Aldo, 25 Carlo, 26 Henri, 27 Alfredo, 28 Igor, 29 Alfred, 30 Massimo, 31 Mauricio, 32 Maurice, 33 Lorin, 34 Lele

 
 

 CD ____________________

BERIO «A Portrait» Trascrizioni or-chestrali di musiche di Purcell, Bach, Boccherini, Mozart, Schubert, Brahms

Orchestra Sinfonica di Milano G. Verdi,
direttore
Riccardo Chailly

Petite suite pour piano; Cinque varia-zioni per pianoforte; Sequenza IV per pianoforte; Rounds for piano solo; 6 encores pour piano pianoforte Andrea Bacchetti

Sequenza VIII per violino violino Fran-cesco D'Orazio

Due pezzi per violino e pianoforte vio-lino Francesco D'Orazio pianoforte Giampaolo Nuti

Duetti per due violini violino Fran-cesco D'Orazio, Alessandro Tampieri

DECCA 476 3479 (3 CD)

DDD 177: 15

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In "Intervista sulla musica", alla domanda di Rossana Dalmonte se sia possibile insegnare a comporre, Berio rispondeva che le basi sono «il contrappunto prima e poi l'analisi»: dopodiché, un giovane deve «continuare da solo e andare a caccia di tutto quello che gli serve». Ecco, le radici della musica di Berio vanno cercate in queste due premesse. Intendendo per contrappunto, naturalmente, non l'eserci-zio scolastico (che è solo l'inizio, gli anni di apprendistato), ma un concetto più generale: la capacità di gestire eventi musicali diversi più o meno nello stesso tempo, tra gli estremi della simultaneità assoluta e/o della massima distanza in un unico brano. Per quanto riguarda l'aspetto analitico, Berio lo ha sviluppato al massimo nelle trascrizioni. Termine che, nuovamente, assume qui significati multipli: dall'orchestrazione di brani senza orchestra alla riscrittura, dal completamento di pagine incompiute all'imitazione. Con un comune denomina-tore che rimane costante anche nelle esperienze trascrittorie più lontane, spiegato, con la consueta lucida concisione,  nelle   "Lezioni  americane":

 

«Le mie trascrizioni sono sempre dettate da considerazioni analitiche. Ho sempre pensato che il miglior commento a una sinfonia fosse un'altra sinfonia».

Al Berio trascrittore è dedicato il primo CD di questo trittico (in cui la Decca riunisce tre precedenti uscite: 2005, 2004 e ancora 2005). Da ascoltare, appunto, non solo come uno spettacolo tecnico, di maestria indiscutibile, ma, prima di tutto, come musica che si immerge a mo' di sonda in altre musiche, caso rarissimo, nella storia dell'arte musicale, di "musica conoscitiva". Qualche esempio: la trascri-zione per clarinetto e orchestra della Sonata op. 120 per clarinetto e pianoforte di Brahms, saggio sulla densità, la corposità e lo spessore orchestrali tipica-mente brahmsiani.

O l'orchestrazione del Contrapunctus XIX (l'ultimo, incompiuto contrappunto dell'Arte della fuga), un Bach filtrato dal Webern della Passacaglia op. 1 e, insie-me, un Bach in cui l'orchestra, attraverso ingegnose soluzioni strumentali, ci "spiega" che il pensiero bachiano fu un pensiero musicale essenzialmente orga-nistico. Fino al celebre Rendering, completamento della Decima Sinfonia di Schubert, lasciata allo stadio di abbozzo primitivo alla morte dell' autore, in cui gli improvvisi "buchi" in cui naufraga e si dis-solve il paziente lavoro di ricostruzione ci riportano bruscamente alla realtà dei giorni nostri, rompendo il sogno di poter possedere realmente una "decima" di Schubert.

Sono esempi da cui risultano chiare le differenze tra Berio e un qualsiasi compo-sitore postmoderno: nel pensiero postmo-derno, il passato è chiamato a colmare il vuoto del presente (si parla non a caso di pensiero "debole"), mentre in Berio, esat-tamente al contrario, è il patrimonio del presente che riempie di se stesso il passato.

E i vuoti di Rendering, così, sono quasi l'allegoria di tutto il Berio trascrittore ... Ogni trascrizione, poi, ha un suo volto sonoro particolare:  si va dal pieno,  anzi,

 

dal  debordante della  Ritirata Notturna  di Boccherini, al frullio inafferrabile dell' Hornpipe di Purcell. E qui Riccardo Chailly è davvero magistrale nel ricomin-ciare da capo ad ogni incipit, correg-gendo il tiro e ritrovando ogni volta il suono "giusto".

Il secondo CD, protagonista Andrea Bacchetti, è interamente pianistico.

Bacchetti è il pianista beriano ideale; è in grado di evidenziare il ravelismo dichiara-to della Petite suite giovanile (1947), così come arriva a cancellare ogni traccia di pianismo tradizionale nella Sequenza lV, la cui interpretazione è oggi tra quelle di riferimento. Un approdo non istantaneo, ma una faticosa conquista, come raccon-ta con umiltà lo stesso pianista nel booklet (i numerosi incontri nella casa di Berio a Radicondoli per sottoporsi ai giudizi d'autore, i due anni di studio prima di debuttare Sequenza).

Come Bacchetti, anche Francesco D'Orazio è protagonista di una Sequenza da annoverare tra le migliori oggi disponibili: D'Orazio - nel terzo CD) - affronta con grande senso della forma la VIll, per violino, difficile da gestire nella sua successione di sezioni molto contrastanti tra loro, e viaggio vertiginoso in tutti i violinismi possibili, impensabile senza un ventaglio tecnico globale.

Per chi non avesse familiarità con la musica di Berio, ecco in coda i Duetti per due violini (a fianco di D'Orazio, Alessandro Tampieri), che chiudono il portrait, opera didattica sulla scia dell'amato Bartók, perfetti per un incontro "morbido" con l'opera beriana.

Trentaquattro mikrokosmos violinistici da suonarsi in coppia insegnante e allievo, in cui Berio mira a formare giovani menti musicali complesse, ricche, curiose, che da subito crescano musicalmcnte senza porsi limiti intellettuali.

E questo anche quando il duetto si ac-contenta, coscientemente e teneramen-te, delle consonanze più semplici.

 

Massimo Pastorelli

         
         

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