INFORMAZIONI:
Il genere del "tema con variazioni" godette di larghissima fortuna nella musica strumentale
del diciottesimo e diciannovesimo secolo, sia nell'ambito degli strumenti a tastiera che in quello
degli strumenti ad arco: uno dei più celebri ed universalmente noti esempi fu costituito dalle
variazioni sul tema della Follia di Spagna che formano la dodicesima ed ultima delle Sonate per
violino e basso continuo op. 5 di Arcangelo Corelli, una raccolta pubblicata nell'anno 1700 e destinata
a fare scuola per decenni nell'ambito della musica violinistica.
Nato come genere eminentemente virtuosistico, destinato a mettere in luce le doti tecniche dei grandi
solisti strumentali, capaci di rivaleggiare in ciò con i cantanti più celebri e più pagati del tempo,
il "tema variato" inondò il mercato editoriale e, soprattutto nell'ottocento, divenne un
prodotto di largo consumo, specialmente in versione pianistica, dando vita a una copiosa messe di
opere d'occasione, sovente legate ai successi delle stagioni operistiche. Si variavano i temi alla
moda uditi nell'ultima opera in cartellone, e va da sé che la scrittura di tali opere doveva essere
rapida perché l'effetto novità non andasse perduto, e al tempo stesso non troppo difficile e impegnativa,
perché le opere potessero trovare accoglienza presso il pubblico degli amateurs.
Naturalmente, non tutti (e non sempre) i compositori considerarono il "tema variato" in
quest'ottica eminentemente utilitaristica e commerciale. In una ideale storia del "tema variato"
le eccezioni e le sfumature sono moltissime, e tra le più famose ci sono, com'è facile prevedere, alcune
opere dei grandissimi, come Bach e Beethoven. Le Variazioni Goldberg di Bach e le Variazioni su un
Valzer di Diabelli di Beethoven costituiscono infatti due degli esempi più luminosi di intimo
stravolgimento dei canoni più tradizionali del tema variato così come era concepito dai virtuosi di
strumento del diciottesimo e diciannovesimo secolo, e l'approdo ad una concezione di esso completamente
nuova. Come ha esemplarmente scritto Alberto Basso nel suo Frau Musika, nel caso di Bach «furono
la prodigiosa attenzione per il costruttivismo musicale e l'immacolato impulso a percorrere tutti i
gradi della speculazione sul sistema dei suoni e sulla loro organizzazione in geometriche e simboliche
concatenazioni, che invasero l'animo di Bach negli ultimi dieci anni, a sollecitare la soluzione di
quella questione e ad indurlo a fondare un nuovo principio costruttivo che lacerava e disperdeva quello
messo in atto in precedenza».
Le Variazioni Goldberg BWV 988 costituiscono uno dei momenti più alti di questo particolare approccio
bachiano, nel quale l'esprit de géométrie del compositore si sposa ad un concezione della variazione che
va ben oltre i confini del modo tipicamente ornamentale in cui essa era comunemente intesa a quel tempo.
L'evento che starebbe all'origine della composizione, la richiesta di un allievo di Bach, Johann Gottlieb
Goldberg, di avere una composizione cembalistica piuttosto lunga destinata ad allietare le notti insonni
del conte von Keyserlingk (con la k o senza?), è narrato dal primo biografo di Bach, Forkel, ma sulla sua
autenticità sono stati sollevati dubbi più che legittimi, anche perché l'opera, con tutte le difficoltà
che presenta, non è certo tale da poter rilassare e conciliare il sonno di chi la esegue.
In ogni caso, le Variazioni Goldberg, col titolo di Aria mit verschiedenen Veränderungen, apparvero a
stampa per la prima volta sul finire del 1741, come quarta parte della Klavierübung.
L'Aria che funge da pretesto per le trenta variazioni che seguono è di mano dello stesso Bach e viene
replicata al termine della composizione, sicché l'opera ha una forma fortemente simmetrica, costituita
da 32 elementi (Aria - Variazioni 1/30 - Aria). A metà esatta della composizione compare, come variazione
n. 16, un'Ouverture che presenta una seconda parte fugata. Tutti i brani sono di forma bipartita e restano
fedeli alla tonalità di partenza (Sol maggiore) tranne i nn. 15, 21 e 25, che sono in Sol minore.
All'interno di queste coordinate, tuttavia, numerosi sono i brani in stile osservato (i nn. 3, 6, 9, 12, 15,
18, 21, 24 e 27 sono canoni, il n. 10 è una Fughetta, il n. 22 è una fuga Alla Breve, e il n. 30 un Quodlibet),
in quella continua osmosi tra virtuosismo e rigore contrappuntistico che segna in maniera indelebile la
produzione dell'ultimo Bach.
Per la seconda moglie Anna Magdalena, sposata a Köthen nel 1721, Bach elaborò espressamente due raccolte di
brani clavicembalistici, intitolate entrambe Clavierbüchlein e scritte a distanza di tre anni l'una
dall'altra, nel 1722 e nel 1725. Le raccolte contengono, oltre a vari pezzi sciolti non più utilizzati in
seguito, le prime stesure di opere poi entrate a far parte di altre importanti raccolte, come le Suites
francesi e Il clavicembalo ben temperato. È il caso ad esempio del Präludium in Do maggiore (track 37) che
ritroveremo identico al principio del primo volume del Clavicembalo ben temperato dell'Aria in Sol maggiore
(track 36), che costituirà, con qualche variante, il punto di partenza proprio delle Variazioni Goldberg
e del corale Wer nun den lieben Gott (track 34), che ritroveremo in una successiva raccolta manoscritta
di corali. Altri brani sono invece opera di autori diversi: in alcuni casi si tratta di esercizi di
composizione dei figli di Bach - come la Marche in Sol maggiore Anh. 122 (track 35), da ascrivere al figlio
Carl Philipp Emanuel - mentre altri sono semplici trascrizioni, come il Menuet in Sol maggiore Anh. 114
(track 33), che è in realtà di Johann Christian Petzold (1677 - 1733).
Track List:
Goldberg Variations:
- Aria 03:19
- Variazione 1 01:48
- Variazione 2 01:24
- Variazione 3 (Canone all'unisono) 01:56
- Variazione 4 01:03
- Variazione 5 01:37
- Variazione 6 (Canone alla Seconda) 01:19
- Variazione 7 (al tempo di Giga) 01:44
- Variazione 8 01:46
- Variazione 9 (Canone alla Terza) 01:24
- Variazione 10 (Fughetta) 01:36
- Variazione 11 02:03
- Variazione 12 02:02
- Variazione 13 03:35
- Variazione 14 02:01
- Variazione 15 (Canone alla Quinta, Andante) 02:42
- Variazione 16 (Ouverture) 02:43
- Variazione 17 01:57
- Variazione 18 (Canone alla sesta) 01:24
- Variazione 19 01:09
- Variazione 20 01:50
- Variazione 21 (Canone alla settima) 02:00
- Variazione 22 (Alla breve) 01:22
- Variazione 23 02:03
- Variazione 24 (Canone all'Ottava) 02:30
- Variazione 25 05:13
- Variazione 26 02:03
- Variazione 27 (Canone alla Nona) 01:37
- Variazione 28 02:20
- Variazione 29 01:58
- Variazione 30 (Quodlibet) 01:28
- Aria da Capo 02:05
Nach Klavierbüchlein für Anna Magdalena Bach:
- Menuet G-Dur von Chr. Petzold BWV Anh. 114
(Canone alla Nona) 00:58
- Choral "Wer nun den lieben Gott laesst walten"
von J.S. Bach BWV 691 01:18
- Marche G-Dur von Ph.E. Bach BWV Anh. 122 00:40
- Aria fuer Klavier G-Dur von J.S. Bach 988,1 (Quodlibet) 02:00
- Praeludium C-Dur von J.S. Bach, BWV 846,1 02:29
TOTAL RUNNING TIME 72:51
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